Studio Legale
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Azioni risarcitoria collettiva "Dirottamento Ethiopian Airlines"

Di cosa si tratta

Il 17 febbraio 2014 il volo ET 702 Ethiopian Airlines diretto da Addis Abeba a Roma e successivamente a Milano Malpensa è stato dirottato dal secondo pilota su Ginevra. Trattandosi di un dipendente della compagnia aerea la responsabilità di quanto accaduto ai passeggeri- sottoposti per interminabili ore a scariche adrenaliniche e all’inaggettivabile stato d’ansia che si prova quando ci si sente in imminente pericolo di vita- è della compagnia.

Per questo 40 dei passeggeri italiani e di residenza italiana che erano a bordo si sono rivolti a noi per una class action all’italiana, vale a dire una causa che li vede associati nei confronti di Ethiopian Ailines perché riconosca le sue responsabilità riconoscendo il giusto indennizzo. Lo Studio cui si sono rivolti direttamente o per tramite della nostra collaboratrice esterna delegata all’informazione legale, ha coinvolto Confconsumatori, facendoli associare in modo da da loro gratuità di assistena legale e il solo pagamento delle spese legali e vive, con pagamento dell’onorario solo a raggiungimento del risultato.

Diversi hanno riportato riportato danni psichici così gravi da influire pesantemente sul loro sonno, produttività al lavoro, stabilità emotiva e, in alcuni casi documentati, anche sulla salute fisica oltre che psichica. Tutti hanno subito un danno morale costituito da un incubo durato ore ed ore durante le quali hanno costantemente pensato di essere in pericolo di morte.

Non si è trattato di un atto terroristico, anzi, paradossalmente, l’accaduto è stato reso possibile poiché il comandante in violazione alle leggi internazionali anti-terrorismo promulgate dopo l’11 settembre, non si è sincerato che un altro membro dell’equipaggio entrasse in cabina al suo posto, prima di uscirne per necessità fisiologiche. Sempre in funzione di queste leggi , sin dal mancato atterraggio a Fiumicino, si sono librati in volo due caccia di scorta armata, con l’ordine- ineluttabilmente da eseguire- in caso il pilota avesse diretto il Boing 777 su un obiettivo sensibile. Al passaggio di frontiera con le Alpi alla scorta si sono alternati due caccia francesi per motivi che qui non vogliamo sottolineare.

Il dipendente, pilota in seconda autore del dirottamento era in evidente stato di squilibrio, visto che, oltre ai pesantissimi spaventi reiteramente inflitti ai passeggeri e al resto dell’equipaggio per sconsigliare qualsiasi gesto di contrasto delle sue azioni, ha giustificato la sua iniziativa con la necessità di richiedere asilo politico in Svizzera, poiché non si sentiva sicuro nel suo Paese. Cosa che avrebbe potuto fare approfittando di un’altra occasione, senza sequestrare i passeggeri e tanto più sottoponendoli a una esperienza terrorizzante.

Invitiamo coloro che fossero eventualmente in contatto con altri passeggeri che erano a bordo a metterli in contatto con noi telefonando ai numeri dello Studio, in homepage, oppure inviando una mail alla dottoressa Cristina Pellegrini all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Qusto consentirà lorodi partecipare alla causa associata con i medesimi vantaggi dei nostri 40 convenuti.

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